AMBIENTE/SOSTENIBILITA’ – Regolamento ESPR
Per quanto riguarda l’ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), si tratta di una proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili. L’ESPR stabilisce infatti nuovi requisiti per rendere i prodotti più durevoli, affidabili, riutilizzabili, riparabili, da rinnovare e riciclare, nonché più efficienti dal punto di vista energetico e a minori emissioni.
La proposta ESPR pubblicata il 30 marzo 2022, che fa parte del pacchetto su economia circolare del marzo 2020, dalla Commissione europea va ad abrogare la direttiva 2009/125/CE.
La fase di consultazione pubblica, che aveva l’obiettivo di coinvolgere i portatori di interesse nella definizione dei prodotti e dei criteri dai quali iniziare il lavoro di definizione delle specifiche di progettazione ecocompatibile, si è concluso.
Il regolamento ESPR andrà in votazione nei primi mesi del 2024, entro nove mesi dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, si prevede l’approvazione del primo programma di lavoro.
I prodotti potenzialmente adatti a essere regolamentati sono:
PRODOTTI FINALI: tessili e calzature; mobili; prodotti ceramici; pneumatici; detergenti; materassi da letto; lubrificanti; pitture e vernici; prodotti cosmetici; giocattoli; reti e attrezzi da pesca; prodotti igienici assorbenti;
PRODOTTI INTERMEDI: ghisa, ferro e acciaio; metalli non ferrosi; alluminio; sostanze chimiche; plastica e polimeri; carta, pasta da carta e cartone; vetro;
Si prevede che i criteri di ecodesign saranno disponibili al più presto nel 2026 e che il termine per l’adeguamento ai nuovi requisiti sarà non prima del 2027-28.
Le stime dell’Ue per l’estensione del campo di applicazione delle norme di progettazione ecocompatibile indicano un potenziale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno 117 Mt (milioni di tonnellate) CO2eq all’anno.
Entro il 2030 il nuovo quadro sui prodotti sostenibili può assicurare un risparmio di 132 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di energia primaria, pari a circa 150 miliardi di metri cubi di gas fossile, quasi l’equivalente dell’importazione di gas russo nell’Ue.