Transizione 5.0, atteso a giorni il Decreto Attuativo
Il Piano Transizione 5.0 mira a promuovere l’innovazione digitale ed energetica nelle imprese fornendo un contributo, sotto forma di credito d’imposta, a fonte di investimenti che rientrino in progetti di innovazione dai quali derivi una riduzione dei consumi energetici in strutture produttive o processi. In attesa del decreto che renda attivo il Piano Transizione 5.0, previsto in uscita entro il mese di giugno, è importante organizzare un piano d’azione e verificare l’esistenza delle condizioni che portano all’ottenimento del contributo.
Quali sono gli investimenti agevolabili?
Il credito d’imposta spetta alle aziende che effettuano dal 1° gennaio 2024 fino al 31 dicembre 2025 investimenti in beni strumentali materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui agli allegati A e B annessi alla legge di Bilancio 2017 (legge n. 232/2016), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, a condizione che, tramite gli stessi, si consegua una riduzione dei consumi energetici pari almeno al:
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3% a livello di unità produttiva localizzata sul territorio nazionale, oppure
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5% a livello di processo produttivo interessato dall’investimento.
L’investimento in beni strumentali allegati A o B rappresenta l’”investimento trainante” del progetto. A questo investimento possono aggiungersi i seguenti ulteriori investimenti (“trainati”):
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software, piattaforme o applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici attraverso la raccolta e l’elaborazione (“estensione allegato B”):
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beni materiali finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo; in merito agli impianti con moduli fotovoltaici, sono agevolabili solo quelli prodotti negli Stati UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari ad almeno al 21,5%, con la possibilità di maggiorazioni del credito in caso si efficienza superiore.
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formazione del personale finalizzata all’acquisizione di per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, erogata da soggetti esterni.
Ammontare del beneficio
Il valore del Credito d’imposta spettante è proporzionato all’impatto della riduzione dei consumi energetici conseguiti tramite il progetto di investimento.
Nello specifico, per progetti entro i 2.5 milioni di euro, sono previste le seguenti aliquote:
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Riduzione >3% per strutture produttive o >5% dei processi: 35% di credito d’imposta
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Riduzione >6% per strutture produttive o >10% dei processi: 40% di credito d’imposta
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Riduzione >10% per strutture produttive o >15% dei processi: 45% di credito d’imposta
Modalità di accesso al beneficio
Le imprese devono prenotare il contributo attraverso la piattaforma presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e ottenere una certificazione ex ante che certifichi lo stato dell’arte relativo ai consumi precedente all’investimento e la potenziale riduzione. La certificazione deve essere conseguita tramite un valutatore indipendente. Entro 30 giorni dalla conferma ottenuta da parte del GSE, le imprese devono comunicare l’effettuazione di ordini con un acconto di almeno il 20% delle spese di progetto, pena la decadenza del beneficio. Mensilmente, l’impresa comunica al GSE lo stato di avanzamento del progetto.
Al termine del progetto, l’impresa deve effettuare una certificazione ex post, attestante l’effettiva realizzazione del progetto e la riduzione dei consumi energetici.
Il contributo, sotto forma di credito d’imposta, è fruibile, in compensazione tramite modello F24, interamente entro il 31/12/2025 o ripartito in cinque quote annuali di pari importo.
L’ufficio Bandi e Finanziamenti di Confimi Apindustria Verona è a disposizione per informazioni o chiarimenti, all’indirizzo bandi@confimiverona.it e tel. 045 8102001.